Artillerylane: quando il made in Italy non è solo un’etichetta

Un manifesto strutturato che racchiude le linee guida della produzione e dell’immagine made in Italy. Da qui nasce, nel 2009, il brand di accessori Artillerylane, grazie a Niccolò Vallenari, responsabile marketing, comunicazione e rete commerciale italiana, Michea Caldeira de Aguiar, che si occupa dell’ufficio stile, e Daniele Sartori, che segue l’aspetto logistico e la rete commerciale estera. Attorno ai tre fondatori ruota un team di giovani, ognuno con le proprie capacità, circa dieci persone che collaborano a seconda delle necessità. La collaborazione è parte integrante di Artillerylane: molti brand, diversi tra loro, si sono alternati creando capsule collection con il team: dallo streetwear a marchi più glamour, passando per l’abbigliamento e gli accessori. “Artillerylane è un brand che si presta molto alle collaborazioni – dice Vallenari – siamo molto eclettici nel design, non vogliamo rimanere fissi in uno stile, per questo incontriamo team creativi molto diversi tra loro. La collezione che nasce poi è solo il frutto di un percorso più ampio fatto di continui scambi di saperi, opinioni e idee”.

ARTILLERYLANE  (5)IL MANIFESTO Artillerylane nasce come brand di accessori per privilegiare un forte legame con il made in Italy, basato sull’orgoglio e la cultura della produzione italiana oltre che sull’artigianalità e l’autenticità della produzione. Dalle sciarpe prodotte con tessuti tipici dell’abbigliamento – felpa, lana e cachemire – per ottenere una corposità insolita per questo tipo di accessori e consentire lavorazioni che integrino la pelle, alla piccola pelletteria realizzata a mano: strumenti adatti a dar corpo a un concetto non facilmente esprimibile attraverso l’abbigliamento. Una moda dislocata sul territorio italiano: tra Verona, dove ha sede l’azienda e dove si producono i prototipi, Marche, Toscana e Lombardia. Produzioni diverse a seconda della tipologia di accessorio per assicurare la migliore qualità, un percorso attraverso il know-how degli artigiani che producono gli accessori, maturato negli ultimi 50 anni. Spiega Niccolò Vallenari: “All’inizio produrre made in Italy era quasi un obbligo perché era il punto di partenza per tutti, poi col tempo si è consolidata l’idea e ormai è diventata una scelta creativa. Ci è stato proposto di spostare la produzione in Turchia o in Cina ottenendo un notevole vantaggio economico, ma il progetto sarebbe stato snaturato. Tutto ciò che riporta l’etichetta Artillerylane è 100% italiano”.

ARTILLERYLANE (9)CREDERE NEI GIOVANI Un’eccellenza costruita con le sole forze dei tre fondatori: Vallenari definisce “un piccolo vanto” la capacità di essere riusciti ad autoalimentarsi, dal 2009 al 2013, grazie a un buon riscontro di vendite e ad accordi con i fornitori. Due anni fa però, a causa dell’aumento del fatturato di produzione, i fornitori non vollero più assumersi il rischio e diedero sempre meno fiducia ai tre fondatori. Il punto di svolta nella storia di Artillerylane fu quindi entrare in società con un’azienda del settore moda nel veronese, specializzata in distribuzione, che già curava l’aspetto logistico del brand. “E’ stato un vantaggio per entrambi – racconta Vallenari – noi abbiamo ottenuto un aumento di capitale pur mantenendo la totale indipendenza sul brandcondizione essenziale per poter accettare – e loro hanno potuto usufruire della nostra esperienza nel campo e ricevere delle consulenze sulla produzione di altri brand del gruppo. E’ stata un’unione alla pari fondata sulla fiducia che ogni team aveva per l’altro, senza la presunzione di essere al di sopra di noi giovani”.

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IL BRAND PRIMA DELL’ETICHETTA Grazie al nuovo supporto finanziario sono iniziate le fiere internazionali – tra cui Bread & Butter di Berlino che seleziona i migliori brand di street-wear – che hanno sancito definitivamente il rapporto di Artillerylane con il mercato estero: oggi sono circa 50 i rivenditori in Europa e altri ce ne sono in Giappone e in Sudafrica. “Da sempre l’estero è stato attratto dai nostri accessori – spiega Vallenari – inizialmente infatti i nostri prodotti venivano venduti, fuori dall’Italia, a un prezzo quasi raddoppiato; da qualche anno poi abbiamo equiparato i prezzi. Noi mettiamo il brand al primo posto e non ci nascondiamo dietro l’etichetta made in Italy: la consideriamo un plus che si aggiunge ai nostri prodotti”.

 

@DandyVOGUE

 

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