Babaulab: il design è un gioco molto serio

Dare nuova vita a giochi classici attraverso l’elettronica, l’impiego di materiali innovativi e un design di alto livello: nasce da questa idea Babaulab, l’azienda che Edoardo Colzani– designer di talento con all’attivo uno stage nello studio di Emmanuel Babled, un proprio studio di design e la direzione artistica di due importanti aziende di settore- ha fondato nel 2014 con Matteo Citterio, vicino all’ambiente dei fablab e alla realtà dei maker. Grazie a queste conoscenze, e iniziando a lavorare con Arduino– la scheda elettronica opensource nata in Italia e utilizzata in tutto il mondo- viene realizzato il primo prototipo degli Illuminasogni: lampade in legno pregiato a forma di animaletto con un sistema interno di fiabe registrate e la possibilità, per bambini e genitori, di interagire e modificarle. All’Arduino Day 2014, il prototipo vince il premio come unico progetto potenzialmente già pronto per il mercato: “Sono un designer e sono ovviamente portato a presentare un prodotto finito, non una semplice idea” spiega Colzani.

Babaulab: design is a very serious game

FORME NUOVE PER GIOCHI CLASSICI “Volevamo realizzare giocattoli dal design e dal gusto retrò ma altamente tecnologici, sia per le componenti elettroniche sia per i materiali” racconta Colzaniil legno, molto diffuso nelle aziende di settore del nord Europa ma poco in Italia, e il corian, un acrilico rinnovabile estremamente resistente”. Le caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati da Babaulab sono fondamentali nella creazione di oggetti che sono veri e propri pezzi di design, con cui però si possa giocare senza paura di romperli: la pista per le biglie ad esempio, “nata dall’esigenza di poter ricreare indoor il gioco con cui mio figlio, e molti bambini, si divertono d’estate in spiaggia”. Oggetti belli da vedere e di facile manutenzione, ampliabili con componenti aggiuntivi, “decisamente di target medio-alto, ma di grande valore estetico e funzionale.

Babaulab: design is a very serious game

FIERE, FEEDBACK E FACEBOOK Pochi mesi di attività, ma già un buon successo di pubblico per Babaulab, che dopo l’Arduino Day ha preso parte alla seconda edizione europea della Maker Faire a Roma– nell’ottobre 2014-, a Operae– la fiera torinese del design indipendente-, e a Design For 2015, concorso milanese che hanno vinto e che ha permesso a Babaulab di esporre le proprie creazioni- durante il Salone del Mobile e fino al 30 aprile- con un temporary shop nello showroom Porcelanosa di Milano. In attesa di perfezionare l’e-shop sul sito– con prodotti comunque disponibili su richiesta- e di definire ritmi di produzione e distribuzione, Colzani si dedica attivamente anche alla comunicazione del marchio, che si avvale principalmente dei social network e fa leva sui punti di forza della sua formazione e dei giocattoli Babaulab: “Penso che questo sia un progetto che può portare a risultati molto soddisfacenti, basta vedere i feedback ricevuti dai clienti e durante le fiere. Quello che piace è che abbiamo preso un meccanismo semplice e lo abbiamo trasformato in un vero oggetto di design attraverso una veste sofisticata che però potesse piacere anche a dei bambini”.

Babaulab: design is a very serious game

DAI GIOCHI AGLI ARREDI In arrivo, sugli scaffali virtuali del negozio di giocattoli di Babaulab, un tangram e un appendiabiti con le lettere, progetti che Colzani sta sviluppando insieme con l’idea di inserire complementi d’arredo per l’universo del bambino, continuando “a lavorare molto sui materiali non ancora impiegati nel settore e sulle tecnologie: sono questi elementi, secondo me, a fare la differenza nel settore del design, molto più delle forme, che possono piacere o meno a seconda della sensibilità e dei gusti di chi le osserva”.

@CloProietti

 

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