Hit da spiaggia (italiana)

Ritmi languidi e rilassanti o tormentoni da discoteca: la musica italiana, raramente ai primi posti nelle classifiche mondiali, riesce invece ogni anno a regalare qualche successo indimenticabile, non solo sulle spiagge del nostro paese. Dagli anni Sessanta a oggi, la selezione di TomatoMag per una playlist dal sapore un po’vintage da ascoltare in riva al mare, dalla Versilia alla costiera amalfitana.

SAPORE DI SALE- GINO PAOLI, 1963– E’il 1963, l’Italia è in pieno boom economico e sulle spiagge della penisola- da Forte dei Marmi a Capri– ogni donna che esce dall’acqua si sente chic e sottilmente seducente come la sirena cantata da Gino Paoli, che passa le sue giornate tra bagni e sole, accanto a un amante innamorato e malinconico come il cantautore genovese. Eleganza vintage made in Italy difficilmente eguagliata nel corso dei decenni, almeno in campo musicale.

ABBRONZATISSIMA- EDOARDO VIANELLO, 1963– La stessa sirena, la sera, indossa un abito di paillettes e si scatena alla Capannina di Viareggio sulle note di Abbronzatissima, grande successo di Edoardo Vianello– una garanzia in tema di tormentoni made in Italy, da I Watussi a Guarda come dondolo. Tra abbronzatura selvaggia- in anni in cui buco dell’ozono e raggi UV ancora non facevano paura come oggi- e ozio in riva al mare, i baci salati non mancano nemmeno qui.

SE TELEFONANDO- MINA, 1966Lo stupore della notte spalancata sul mare che sorprende due sconosciuti che ancora non sanno che stanno per innamorarsi: un’immagine di stupefacente bellezza per uno dei più grandi successi di Mina, scritto da Maurizio Costanzo e arrangiato da Ennio Morricone. La storia di un amore nato in fretta e altrettanto in fretta finito nella voce splendida della più grande cantante italiana di sempre, che ha venduto più di 150 milioni di dischi dalla fine degli anni Cinquanta al 2010, simbolo della classe e dell’eleganza italiani che la Rai di quegli anni mandava in onda in tutto il loro splendore.

IL TEMPO DI MORIRE- LUCIO BATTISTI, 1970– Una motocicletta potente e lucente costata anni di lavoro a un Lucio Battisti che muore di passione per un’irraggiungibile fanciulla diventa merce di scambio per pochi minuti d’amore. Il tempo di morire, canta lui disperato e pronto a tutto, il tempo di guarire da un’ossessione per una lei innamorata di un altro: sfrontata e decisamente oltraggiosa, per l’epoca, ma magari in alcuni casi quella preghiera a dire di si ha anche funzionato. E senza moto in cambio.

E TU…- CLAUDIO BAGLIONI, 1974– Di tutt’altro tenore il sentimento che un giovanissimo Claudio Baglioni canta alla ragazza di turno, ingenua e dal profilo delicato come tutte le protagoniste dei suoi brani. La riva del mare non manca mai, ma la confusione del giorno lascia il posto alle poche stelle nascoste all’ombra della sera, e ai brividi dei primi baci tra innamorati. Il Festivalbar proclama vincitore quel ragazzo romano che canta un sentimento che scoppia nel cuore: le fanciulle sognano, i fidanzati ringraziano per i suggerimenti.

TI AMO- UMBERTO TOZZI, 1977– E nel 1977, il primo successo di Umberto Tozzi diventa la dichiarazione d’amore di un’estate: ti amo, cantano tutti, dagli adolescenti alla prima cotta ai mariti dopo vent’anni di matrimonio. Tozzi aiuta ogni corteggiatore imbranato a dichiararsi al tramonto in spiaggia, pur con la presenza straniante di guerrieri di carta igienica. La canzone simbolo del romanticismo chiude il decennio con l’immagine di sottane sulla luce soffusa che illumina una notte di passione.

MARACAIBO- LOU COLOMBO, 1982Atmosfere esotiche a partire dal nome- quello di una cittadina venezuelana-, ritmo irresistibile e una signorina che flirta pericolosamente con Pedro, ché tanto Miguel era in cordigliera da mattina a sera. Amore e avventura- e qualche colpo di pistola, quando Miguel scopre la tresca- per il brano che lancia Lou Colombo sulla scena dance italiana degli anni Ottanta, da cui scomparirà dopo una manciata di altri successi, immancabile colonna sonora di film disimpegnati e divertenti come il primo, indimenticabile, Vacanze di Natale.

VAMOS A LA PLAYA- RIGHEIRA, 1983– E’la canzone a cui si fa risalire l’utilizzo, da parte della critica musicale, del termine tormentone: un neologismo coniato per definire un brano leggero, caratterizzato da elementi di ripetitività e ridondanza. Niente di più appropriato per il successo dell’estate 1983 targato Righeira, un duo dal nome straniero- come si usava in quegli anni nel mondo della dance italiana– ma formato dai torinesi Stefano Rota e Stefano Righi. Nello stesso anno arriva No tengo dinero, poi nel 1985 è la volta dell’altra celeberrima hit L’estate sta finendo: poi, piano piano, anche il loro successo sfuma.

ALGHERO- GIUNI RUSSO, 1986– A fare da sfondo alle languide avventure cantate da Giuni Russo nell’estate 1986, le bianche spiagge assolate di Alghero, una delle più belle località turistiche della Sardegna. Lì, bastano il sole, il mare e la maliziosa compagnia di uno straniero a rendere appena trasgressiva la vacanza di una ragazza anni Ottanta, desiderosa di evasione ma preoccupata che la mamma non lo sappia. Ché si sa, quelle italiane sono molto protettive.

UN’ESTATE ITALIANA- EDOARDO BENNATO E GIANNA NANNINI, 1990– Nell’estate del 1990, le notti magiche delle città italiane risuonano delle urla per i gol di Salvatore Totò Schillaci e delle voci di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che cantano l’inno dei Mondiali di calcio, che tornano a essere giocati in Italia dopo la prima edizione del 1934. Composta e prodotta da Giorgio Moroder, Un’estate italiana fu praticamente il singolo più venduto dell’anno da gennaio a settembre, anche una volta archiviato il Mondiale e il terzo posto dietro Argentina e quella che- per l’ultima volta- si chiamò Germania Ovest.

BANANE LAMPONE- GIANNI MORANDI, 1992Gianni Morandi è uno dei cantanti italiani più celebri in tutto il mondo da almeno trent’anni quando lancia, nell’estate 1992, un brano che strizza l’occhio ai ritmi latini americani. Qui Morandi– che oltre vent’anni dopo diventerà idolo degli utenti di Facebook per le sue dichiarazioni brillanti e la disarmante gentilezza- canta le pene d’amore e gelosia di un uomo lasciato solo a casa dalla fidanzata uscita- così dice lei- con le amiche. Ma lui non può fare a meno di chiedersi ossessivamente chi c’era con lei stasera, nonostante le rassicurazioni a tarda notte della donna.

IO NO- VASCO ROSSI, 1998– Nemmeno uno come Vasco Rossi, che da quasi vent’anni fa il rocker ribelle, è immune dalle delusioni d’amore. Mollato come un cane quando non c’è più il padrone, il Blasco nazionale non riesce a farsi una ragione dell’amore finito: e tuttavia, nel ritornello, arriva lo scatto d’orgoglio e la promessa alla ex di perdonarla mai. Dopotutto una rockstar è sempre una rockstar. Con Io no, Vasco Rossi vince il Festivalbar per la seconda volta nella sua carriera, dopo le Bollicine del 1983.

LA GRANDE ONDA- PIOTTA, 2002– Surf, onde, capelli al vento: un’immagine che, da Un mercoledì da leoni in poi, parla di gioventù, libertà e anni che non tornano. Piotta– al secolo Tommaso Zanella, cantante romano autore di hit indimenticabili (almeno dentro il GRA) come Supercafone- celebra ragazzi che vivono sulla tavola estate e inverno, con una muta che fa da guanto, anche se sulla spiaggia di Fregene. Con richiami continui agli anni Sessanta- da l’Esercito del surf di Catherine Spaak ai Beach Boys-, Piotta confeziona l’hit estiva dei ribelli made in Roma, quelli che gli squali non mi avranno mai.

FAR L’AMORE- RAFFAELLA CARRA’ FEAT. BOB SINCLAIR, 2011– Quando un dj di fama mondiale come Bob Sinclair decide di remixare un grande successo del 1976 di Raffaella Carrà– la storia sfrontata di una donna decisa a non aspettare la prima mossa del proprio uomo su un letto vuoto– è scontato che l’estate si ballerà su quel ritmo. Quando poi Paolo Sorrentino sceglie Far l’amore per la colonna sonora del premio Oscar La grande bellezza, il brano diventa il simbolo dell’indolenza di Jep Gambardella che lo balla in compagnia di un’umanità decadente e volgare.

MARACANA’- EMIS KILLA, 2014 – In una strana estate troppo piovosa, una delle pochissime hit è quella di un giovane rapper dalla provincia di Monza, utilizzata da Sky come colonna sonora per le partite dei Mondiali di calcio in Brasile. Emis Killa– tutto tatuaggi e bicipiti in bella mostra oltre la canotta- canta di campioni, tutti in campo a parte Ibrahimovic, e festeggiamenti in uno dei più celebri stadi mondiali: ma la nostra nazionale, stavolta, non supera nemmeno il primo turno.

Tomato Team