Pijama: scampoli di creatività e design made in Italy

Un pezzo di neoprene giallo, comprato in un negozio milanese di scampoli di tessuto e cucito a busta con un pezzo di velcro per chiuderlo, prima fornisce una soluzione alla necessità di realizzare una custodia porta computer per un viaggio negli Stati Uniti nel 2005. Poi, diventa il punto di partenza delle collezioni di Pijama, brand di design made in Italy che realizza oggetti- dalle custodie per pc, smartphone e tablet ai pencil case, dalle shopper alle mascherine per dormire- con tessuti di riciclo, creato da Monica Battistella e Sergio Gobbi. Entrambi laureati al Politecnico di Milano, lei in design industriale con indirizzo moda- interessata alla produzione indipendente e fondatrice insieme con le sue compagne di studi del marchio di maglieria Sartoria Vico- e lui in architettura, poi progettista di interni, allestimenti, negozi ed eventi: entrambi con un’idea che piano piano prende forma fino a diventare un brand di successo.

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MODALITA’ PIJAMA “Il nome Pijama deriva dallo sleep-mode del Macbook” spiegano Battistella e Gobbi “e l’idea di sviluppare il prodotto dando vita a un vero e proprio marchio comincia a prendere forma dal 2006, utilizzando inizialmente i tessuti provenienti dagli stockisti- ormai scomparsi- che si trovavano in via San Gregorio a Milano. Di base, i due designer scelgono il neoprene– resistente e leggero- abbinato con procedimenti industriali ai tessuti più disparati, tagliato e confezionato, il tutto in laboratori nelle vicinanze di Milano. Ma il tessuto è alla base anche della progettazione vera e propria delle collezioni Pijama– fatte di prodotti “dal design semplice ed essenziale, dalle forme nette ma sempre morbide, così come la loro consistenza”– che parte dallo sviluppo dei modelli e dai materiali, a volte disegnati con fantasie originali e divertenti. “Dopo i primi anni di incubazione, durante i quali il progetto era soltanto un’attività secondaria e la produzione molto limitata” continuano i designer “le richieste di amici e conoscenti aumentavano e, contemporaneamente, arrivano i primi negozi a distribuire i nostri prodotti: a questo punto, con l’avvio della commercializzazione a pieno ritmo, Pijama è pronto per il grande mercato.

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TUTTI IN SELLA Dopo sei anni di attività, la distribuzione dei prodotti Pijama“tutti a costo contenuto, pur essendo completamente made in Italy e pensati per un pubblico di ricerca, sensibile al design”– sfrutta sia il canale tradizionale delle boutique– tra i diversi negozi in cui è possibile acquistarne le creazioni, Cargo/High tech, La Rinascente e Full a Milano; Colette e Le Bon Marchè a Parigi, Monologue a Londra, Top Hat a New York, Kapok store a Hong Kong e Beams in Giappone– sia quello, davvero mondiale, dell’e-commerce, a partire dal colosso Yoox.com e, ovviamente, dal sito ufficiale del brand. Sito dove è disponibile anche l’ultima collezione, quella per la primavera- estate 2015, che spazia dalle tinte vivaci della linea wax a quelle pastello di ice cream, dalle ambientazioni balneari di beach ai pesci della linea poster, e punta sui tessuti tipici della stagione estiva: cotoni stampati, spugne morbide e iuta al naturale. Ma la novità più interessante della stagione è sicuramente la linea dedicata agli amanti della bicicletta, con quattro elementi- il copritubo che diventa tappetino da aperto, il pant saver, il coprisellino con tasca e la borsa porta telaio, disponibile su richiesta- che nasce come evoluzione di una passata collaborazione e ora acquista una posizione autonoma nella produzione Pijama.

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TROVARE LA PROPRIA ALCHIMIA Il mondo della bici, del resto, è una delle caratteristiche che fanno parte della realtà in cui vivono- e che amano raccontare Battistella e Gobbi: “La nostra comunicazione fa leva prima di tutto sul nostro prodotto, e poi sul nostro mondo e il nostro lifestyle: quindi Milano, il quartiere isola, e lo studio dove nascono le collezioni Pijama. Per questo ci piace parlarne sui social network, Instagram in particolare, smart e veloci, anche se ovviamente usiamo anche la stampa tradizionale e gli eventi nel nostro spazio di via Pastrengo”. Tanti i progetti futuri per i due designer, tra cui collaborazioni che riguardano la musica, i bambini, la birra, il cibo e le automobili, e nuovi modelli di borse e zaini sperimentando nuovi tessuti: tutti progetti accomunati dal desiderio “di continuare a fare quello che facciamo, cercando di farlo sempre meglio”. Perché se c’è qualcosa che Monica Battistella e Sergio Gobbi si sentono di consigliare è di “valutare prima di tutto se l’idea è davvero buona, poi convincersi che sia un’idea geniale e quindi rimboccarsi le maniche lavorando con passione, puntando alla qualità e trovando il pubblico che apprezzi il prodotto, dal momento che, con i mezzi a nostra disposizione, si può dialogare con il mondo intero per individuare la propria nicchia. E poi, ogni progetto ha la propria alchimia, che è unica e che si deve saper trovare, purtroppo non c’è una regola matematica: anche noi la stiamo ancora cercando”.

@CloProietti

 

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